Natalità: Gravidanza e parto (Popolazione residente)

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APB: Abt. 23 Gesundheit

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L'assistenza alla gravidanza, al parto e ai neonati ha una valenza strategica nel sistema sanitario, in considerazione delle ricadute sul benessere dell'intera popolazione ed è per questo che diviene importante monitorarne le caratteristiche e le criticità. Nel corso del 2015 in Provincia di Bolzano sono nati 5.491 bambini, di cui 5.166 da madri residenti in provincia (94,1%), registrati attraverso il Certificato di assistenza al parto (Cedap); nel 2015 si assiste ad un calo abbastanza significativo nel numero di bambini nati sia rispetto al 2014 (5.701 nati) sia rispetto alla media degli anni precedenti (numero medio negli anni 2011-2014 di ca. 5.600 nascite). Quasi tutti i parti sono avvenuti nei sei* punti nascita presenti in provincia, solo 29 nascite sono avvenute a domicilio. In generale i dati altoatesini, confrontati con i dati medi nazionali, continuano ad offrire un quadro positivo sia dell'assistenza in gravidanza sia degli esiti neonatali. Il tasso di natalità** pari a 10,3 nati vivi ogni 1.000 abitanti risulta essere nel 2015 il più alto registrato in Italia (media nazionale di 8,0 nati vivi ogni 1.000 abitanti). Nell'ambito del ricorso ad indagini invasive prenatali, le donne altoatesine che si sottopongono ad almeno un'indagine prenatale invasiva sopra i 35 anni rappresentano il 12,6% (valore in continua diminuzione negli anni). Questo dato registra diminuzioni anche nelle altre regioni italiane (In Emilia Romagna***, ad esempio, da 1 donna su due, si è passati a 1 donna su cinque, che si sottopone ad almeno un'indagine prenatale). Questo fenomeno può essere spiegato con l'aumento negli ultimi anni di offerta di test di screening non invasivi. * Con il 01.04.2015 il punto nascita dell'Ospedale di San Candido è stato chiuso. ** Fonte: Indicatori demografici 2015 - ISTAT ***Fonte: La Nascita in Emilia Romagna – 12 Rapporto sui dati CEDAP – Anno 2014

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Data di rilascio
01-08-2016

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ANNUALE

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03-10-2018


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Data inizio: 2011-01-01, Data fine: 2015-01-01;


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    Indagini prenatali per classi di età della madreDescrizione:  Il certificato di assistenza al parto consente, inoltre, la raccolta di informazioni relative a visite ed esami strumentali eseguiti dalla madre nel corso della gravidanza. Nel 2015 in media ogni donna in gravidanza si è sottoposta a 6,7 visite di controllo (valore costante negli anni). A tale riguardo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità propone un modello di assistenza basato, per le gravidanze a basso rischio, su una media di 4 visite di controllo. Un numero di visite inferiore a 4 (indicatore di assistenza insufficiente) si registra nel 6,5% delle gravidanze. Il 65,6% delle donne residenti in gravidanza ha effettuato la prima visita entro l'ottava settimana, quindi in epoca gestazionale precoce. Tra le donne residenti che hanno partorito in Alto Adige nel 2015, 239 (4,7%) hanno eseguito almeno un'indagine prenatale invasiva (nel 2005 la percentuale era del 9,8%). Il 2,3% ha effettuato un'amniocentesi (tecnica di diagnosi prenatale che permette di rilevare eventuali alterazioni cromosomiche fetali, come ad es. la sindrome di Down) e il 1,3% ha effettuato una villocentesi. Valutando le modalità del parto per le donne residenti, il 69,5% dei bambini è nato da parto vaginale e un ulteriore 6,9% (percentuale in aumento rispetto agli anni passati) da parto vaginale operativo (ventosa o forcipe). Nel 2015 si registra un valore percentuale di parti per via chirurgica pari al 23,6% (valori per popolazione residente). Se si considera la percentuale di nati da parti cesarei depurata NTVS (Nullipar, Terminal, Single, Vertex), indicatore che misura l'appropriatezza della modalità del parto depurandolo da fattori che possono aumentare il ricorso al cesareo stesso, il valore calcolato è pari al 20,4%. Si registra una discreta variabilità tra i punti nascita nella differenza tra le percentuali grezze e depurate di nati da parti cesarei. In corrispondenza a differenze elevate tra percentuali grezze e depurate si osserva una più alta concentrazione di casi complessi che richiedono in misura maggiore il ricorso al taglio cesareo. Valori depurati maggiori dei valori grezzi (nel 2015 l'Ospedale di Silandro) possono essere invece indicativi di un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. I parti plurimi costituiscono l'1,6% del totale (82 parti gemellari per un totale di 166 bambini). La quota di gravidanze plurime associata alla procreazione medico assistita è pari al 32,9% (un parto plurimo ogni tre è dovuto al ricorso di tecniche di PMA). Nel 2015 115 donne residenti, pari all'2,3% del totale delle partorienti, sono ricorse a tecniche di procreazione assistita, leggermente inferiore ai dati registrati nella regione Emilia Romagna nel 2014* (2,5%). La percentuale dei nati vivi prematuri (con età gestazionale inferiore o uguale a 36 settimane) è pari al 6,4% mentre quello di gravidanze post-termine è del 0,1%. * Fonte: La Nascita in Emilia Romagna – 12 Rapporto sui dati CEDAP – Anno 2014
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    Nati vivi per età gestazionale - Anni 2011-2015Descrizione:  Il certificato di assistenza al parto consente, inoltre, la raccolta di informazioni relative a visite ed esami strumentali eseguiti dalla madre nel corso della gravidanza. Nel 2015 in media ogni donna in gravidanza si è sottoposta a 6,7 visite di controllo (valore costante negli anni). A tale riguardo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità propone un modello di assistenza basato, per le gravidanze a basso rischio, su una media di 4 visite di controllo. Un numero di visite inferiore a 4 (indicatore di assistenza insufficiente) si registra nel 6,5% delle gravidanze. Il 65,6% delle donne residenti in gravidanza ha effettuato la prima visita entro l'ottava settimana, quindi in epoca gestazionale precoce. Tra le donne residenti che hanno partorito in Alto Adige nel 2015, 239 (4,7%) hanno eseguito almeno un'indagine prenatale invasiva (nel 2005 la percentuale era del 9,8%). Il 2,3% ha effettuato un'amniocentesi (tecnica di diagnosi prenatale che permette di rilevare eventuali alterazioni cromosomiche fetali, come ad es. la sindrome di Down) e il 1,3% ha effettuato una villocentesi. Valutando le modalità del parto per le donne residenti, il 69,5% dei bambini è nato da parto vaginale e un ulteriore 6,9% (percentuale in aumento rispetto agli anni passati) da parto vaginale operativo (ventosa o forcipe). Nel 2015 si registra un valore percentuale di parti per via chirurgica pari al 23,6% (valori per popolazione residente). Se si considera la percentuale di nati da parti cesarei depurata NTVS (Nullipar, Terminal, Single, Vertex), indicatore che misura l'appropriatezza della modalità del parto depurandolo da fattori che possono aumentare il ricorso al cesareo stesso, il valore calcolato è pari al 20,4%. Si registra una discreta variabilità tra i punti nascita nella differenza tra le percentuali grezze e depurate di nati da parti cesarei. In corrispondenza a differenze elevate tra percentuali grezze e depurate si osserva una più alta concentrazione di casi complessi che richiedono in misura maggiore il ricorso al taglio cesareo. Valori depurati maggiori dei valori grezzi (nel 2015 l'Ospedale di Silandro) possono essere invece indicativi di un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. I parti plurimi costituiscono l'1,6% del totale (82 parti gemellari per un totale di 166 bambini). La quota di gravidanze plurime associata alla procreazione medico assistita è pari al 32,9% (un parto plurimo ogni tre è dovuto al ricorso di tecniche di PMA). Nel 2015 115 donne residenti, pari all'2,3% del totale delle partorienti, sono ricorse a tecniche di procreazione assistita, leggermente inferiore ai dati registrati nella regione Emilia Romagna nel 2014* (2,5%). La percentuale dei nati vivi prematuri (con età gestazionale inferiore o uguale a 36 settimane) è pari al 6,4% mentre quello di gravidanze post-termine è del 0,1%. * Fonte: La Nascita in Emilia Romagna – 12 Rapporto sui dati CEDAP – Anno 2014
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    Distribuzione dei nati per punto nascita e residenza delle madri - Anni 2011-2015Descrizione:  Il certificato di assistenza al parto consente, inoltre, la raccolta di informazioni relative a visite ed esami strumentali eseguiti dalla madre nel corso della gravidanza. Nel 2015 in media ogni donna in gravidanza si è sottoposta a 6,7 visite di controllo (valore costante negli anni). A tale riguardo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità propone un modello di assistenza basato, per le gravidanze a basso rischio, su una media di 4 visite di controllo. Un numero di visite inferiore a 4 (indicatore di assistenza insufficiente) si registra nel 6,5% delle gravidanze. Il 65,6% delle donne residenti in gravidanza ha effettuato la prima visita entro l'ottava settimana, quindi in epoca gestazionale precoce. Tra le donne residenti che hanno partorito in Alto Adige nel 2015, 239 (4,7%) hanno eseguito almeno un'indagine prenatale invasiva (nel 2005 la percentuale era del 9,8%). Il 2,3% ha effettuato un'amniocentesi (tecnica di diagnosi prenatale che permette di rilevare eventuali alterazioni cromosomiche fetali, come ad es. la sindrome di Down) e il 1,3% ha effettuato una villocentesi. Valutando le modalità del parto per le donne residenti, il 69,5% dei bambini è nato da parto vaginale e un ulteriore 6,9% (percentuale in aumento rispetto agli anni passati) da parto vaginale operativo (ventosa o forcipe). Nel 2015 si registra un valore percentuale di parti per via chirurgica pari al 23,6% (valori per popolazione residente). Se si considera la percentuale di nati da parti cesarei depurata NTVS (Nullipar, Terminal, Single, Vertex), indicatore che misura l'appropriatezza della modalità del parto depurandolo da fattori che possono aumentare il ricorso al cesareo stesso, il valore calcolato è pari al 20,4%. Si registra una discreta variabilità tra i punti nascita nella differenza tra le percentuali grezze e depurate di nati da parti cesarei. In corrispondenza a differenze elevate tra percentuali grezze e depurate si osserva una più alta concentrazione di casi complessi che richiedono in misura maggiore il ricorso al taglio cesareo. Valori depurati maggiori dei valori grezzi (nel 2015 l'Ospedale di Silandro) possono essere invece indicativi di un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. I parti plurimi costituiscono l'1,6% del totale (82 parti gemellari per un totale di 166 bambini). La quota di gravidanze plurime associata alla procreazione medico assistita è pari al 32,9% (un parto plurimo ogni tre è dovuto al ricorso di tecniche di PMA). Nel 2015 115 donne residenti, pari all'2,3% del totale delle partorienti, sono ricorse a tecniche di procreazione assistita, leggermente inferiore ai dati registrati nella regione Emilia Romagna nel 2014* (2,5%). La percentuale dei nati vivi prematuri (con età gestazionale inferiore o uguale a 36 settimane) è pari al 6,4% mentre quello di gravidanze post-termine è del 0,1%. * Fonte: La Nascita in Emilia Romagna – 12 Rapporto sui dati CEDAP – Anno 2014
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    Tipologia dei parti e tipo di concepimentoDescrizione:  Il certificato di assistenza al parto consente, inoltre, la raccolta di informazioni relative a visite ed esami strumentali eseguiti dalla madre nel corso della gravidanza. Nel 2015 in media ogni donna in gravidanza si è sottoposta a 6,7 visite di controllo (valore costante negli anni). A tale riguardo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità propone un modello di assistenza basato, per le gravidanze a basso rischio, su una media di 4 visite di controllo. Un numero di visite inferiore a 4 (indicatore di assistenza insufficiente) si registra nel 6,5% delle gravidanze. Il 65,6% delle donne residenti in gravidanza ha effettuato la prima visita entro l'ottava settimana, quindi in epoca gestazionale precoce. Tra le donne residenti che hanno partorito in Alto Adige nel 2015, 239 (4,7%) hanno eseguito almeno un'indagine prenatale invasiva (nel 2005 la percentuale era del 9,8%). Il 2,3% ha effettuato un'amniocentesi (tecnica di diagnosi prenatale che permette di rilevare eventuali alterazioni cromosomiche fetali, come ad es. la sindrome di Down) e il 1,3% ha effettuato una villocentesi. Valutando le modalità del parto per le donne residenti, il 69,5% dei bambini è nato da parto vaginale e un ulteriore 6,9% (percentuale in aumento rispetto agli anni passati) da parto vaginale operativo (ventosa o forcipe). Nel 2015 si registra un valore percentuale di parti per via chirurgica pari al 23,6% (valori per popolazione residente). Se si considera la percentuale di nati da parti cesarei depurata NTVS (Nullipar, Terminal, Single, Vertex), indicatore che misura l'appropriatezza della modalità del parto depurandolo da fattori che possono aumentare il ricorso al cesareo stesso, il valore calcolato è pari al 20,4%. Si registra una discreta variabilità tra i punti nascita nella differenza tra le percentuali grezze e depurate di nati da parti cesarei. In corrispondenza a differenze elevate tra percentuali grezze e depurate si osserva una più alta concentrazione di casi complessi che richiedono in misura maggiore il ricorso al taglio cesareo. Valori depurati maggiori dei valori grezzi (nel 2015 l'Ospedale di Silandro) possono essere invece indicativi di un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. I parti plurimi costituiscono l'1,6% del totale (82 parti gemellari per un totale di 166 bambini). La quota di gravidanze plurime associata alla procreazione medico assistita è pari al 32,9% (un parto plurimo ogni tre è dovuto al ricorso di tecniche di PMA). Nel 2015 115 donne residenti, pari all'2,3% del totale delle partorienti, sono ricorse a tecniche di procreazione assistita, leggermente inferiore ai dati registrati nella regione Emilia Romagna nel 2014* (2,5%). La percentuale dei nati vivi prematuri (con età gestazionale inferiore o uguale a 36 settimane) è pari al 6,4% mentre quello di gravidanze post-termine è del 0,1%. * Fonte: La Nascita in Emilia Romagna – 12 Rapporto sui dati CEDAP – Anno 2014
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    Settimane di gravidanza alla prima visitaDescrizione:  Il certificato di assistenza al parto consente, inoltre, la raccolta di informazioni relative a visite ed esami strumentali eseguiti dalla madre nel corso della gravidanza. Nel 2015 in media ogni donna in gravidanza si è sottoposta a 6,7 visite di controllo (valore costante negli anni). A tale riguardo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità propone un modello di assistenza basato, per le gravidanze a basso rischio, su una media di 4 visite di controllo. Un numero di visite inferiore a 4 (indicatore di assistenza insufficiente) si registra nel 6,5% delle gravidanze. Il 65,6% delle donne residenti in gravidanza ha effettuato la prima visita entro l'ottava settimana, quindi in epoca gestazionale precoce. Tra le donne residenti che hanno partorito in Alto Adige nel 2015, 239 (4,7%) hanno eseguito almeno un'indagine prenatale invasiva (nel 2005 la percentuale era del 9,8%). Il 2,3% ha effettuato un'amniocentesi (tecnica di diagnosi prenatale che permette di rilevare eventuali alterazioni cromosomiche fetali, come ad es. la sindrome di Down) e il 1,3% ha effettuato una villocentesi. Valutando le modalità del parto per le donne residenti, il 69,5% dei bambini è nato da parto vaginale e un ulteriore 6,9% (percentuale in aumento rispetto agli anni passati) da parto vaginale operativo (ventosa o forcipe). Nel 2015 si registra un valore percentuale di parti per via chirurgica pari al 23,6% (valori per popolazione residente). Se si considera la percentuale di nati da parti cesarei depurata NTVS (Nullipar, Terminal, Single, Vertex), indicatore che misura l'appropriatezza della modalità del parto depurandolo da fattori che possono aumentare il ricorso al cesareo stesso, il valore calcolato è pari al 20,4%. Si registra una discreta variabilità tra i punti nascita nella differenza tra le percentuali grezze e depurate di nati da parti cesarei. In corrispondenza a differenze elevate tra percentuali grezze e depurate si osserva una più alta concentrazione di casi complessi che richiedono in misura maggiore il ricorso al taglio cesareo. Valori depurati maggiori dei valori grezzi (nel 2015 l'Ospedale di Silandro) possono essere invece indicativi di un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. I parti plurimi costituiscono l'1,6% del totale (82 parti gemellari per un totale di 166 bambini). La quota di gravidanze plurime associata alla procreazione medico assistita è pari al 32,9% (un parto plurimo ogni tre è dovuto al ricorso di tecniche di PMA). Nel 2015 115 donne residenti, pari all'2,3% del totale delle partorienti, sono ricorse a tecniche di procreazione assistita, leggermente inferiore ai dati registrati nella regione Emilia Romagna nel 2014* (2,5%). La percentuale dei nati vivi prematuri (con età gestazionale inferiore o uguale a 36 settimane) è pari al 6,4% mentre quello di gravidanze post-termine è del 0,1%. * Fonte: La Nascita in Emilia Romagna – 12 Rapporto sui dati CEDAP – Anno 2014
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    Modalità del parto per punto nascita (Popolazione residente)Descrizione:  Il certificato di assistenza al parto consente, inoltre, la raccolta di informazioni relative a visite ed esami strumentali eseguiti dalla madre nel corso della gravidanza. Nel 2015 in media ogni donna in gravidanza si è sottoposta a 6,7 visite di controllo (valore costante negli anni). A tale riguardo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità propone un modello di assistenza basato, per le gravidanze a basso rischio, su una media di 4 visite di controllo. Un numero di visite inferiore a 4 (indicatore di assistenza insufficiente) si registra nel 6,5% delle gravidanze. Il 65,6% delle donne residenti in gravidanza ha effettuato la prima visita entro l'ottava settimana, quindi in epoca gestazionale precoce. Tra le donne residenti che hanno partorito in Alto Adige nel 2015, 239 (4,7%) hanno eseguito almeno un'indagine prenatale invasiva (nel 2005 la percentuale era del 9,8%). Il 2,3% ha effettuato un'amniocentesi (tecnica di diagnosi prenatale che permette di rilevare eventuali alterazioni cromosomiche fetali, come ad es. la sindrome di Down) e il 1,3% ha effettuato una villocentesi. Valutando le modalità del parto per le donne residenti, il 69,5% dei bambini è nato da parto vaginale e un ulteriore 6,9% (percentuale in aumento rispetto agli anni passati) da parto vaginale operativo (ventosa o forcipe). Nel 2015 si registra un valore percentuale di parti per via chirurgica pari al 23,6% (valori per popolazione residente). Se si considera la percentuale di nati da parti cesarei depurata NTVS (Nullipar, Terminal, Single, Vertex), indicatore che misura l'appropriatezza della modalità del parto depurandolo da fattori che possono aumentare il ricorso al cesareo stesso, il valore calcolato è pari al 20,4%. Si registra una discreta variabilità tra i punti nascita nella differenza tra le percentuali grezze e depurate di nati da parti cesarei. In corrispondenza a differenze elevate tra percentuali grezze e depurate si osserva una più alta concentrazione di casi complessi che richiedono in misura maggiore il ricorso al taglio cesareo. Valori depurati maggiori dei valori grezzi (nel 2015 l'Ospedale di Silandro) possono essere invece indicativi di un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. I parti plurimi costituiscono l'1,6% del totale (82 parti gemellari per un totale di 166 bambini). La quota di gravidanze plurime associata alla procreazione medico assistita è pari al 32,9% (un parto plurimo ogni tre è dovuto al ricorso di tecniche di PMA). Nel 2015 115 donne residenti, pari all'2,3% del totale delle partorienti, sono ricorse a tecniche di procreazione assistita, leggermente inferiore ai dati registrati nella regione Emilia Romagna nel 2014* (2,5%). La percentuale dei nati vivi prematuri (con età gestazionale inferiore o uguale a 36 settimane) è pari al 6,4% mentre quello di gravidanze post-termine è del 0,1%. * Fonte: La Nascita in Emilia Romagna – 12 Rapporto sui dati CEDAP – Anno 2014
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    Settimane di gravidanza alla prima visitaDescrizione:  Il certificato di assistenza al parto consente, inoltre, la raccolta di informazioni relative a visite ed esami strumentali eseguiti dalla madre nel corso della gravidanza. Nel 2015 in media ogni donna in gravidanza si è sottoposta a 6,7 visite di controllo (valore costante negli anni). A tale riguardo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità propone un modello di assistenza basato, per le gravidanze a basso rischio, su una media di 4 visite di controllo. Un numero di visite inferiore a 4 (indicatore di assistenza insufficiente) si registra nel 6,5% delle gravidanze. Il 65,6% delle donne residenti in gravidanza ha effettuato la prima visita entro l'ottava settimana, quindi in epoca gestazionale precoce. Tra le donne residenti che hanno partorito in Alto Adige nel 2015, 239 (4,7%) hanno eseguito almeno un'indagine prenatale invasiva (nel 2005 la percentuale era del 9,8%). Il 2,3% ha effettuato un'amniocentesi (tecnica di diagnosi prenatale che permette di rilevare eventuali alterazioni cromosomiche fetali, come ad es. la sindrome di Down) e il 1,3% ha effettuato una villocentesi. Valutando le modalità del parto per le donne residenti, il 69,5% dei bambini è nato da parto vaginale e un ulteriore 6,9% (percentuale in aumento rispetto agli anni passati) da parto vaginale operativo (ventosa o forcipe). Nel 2015 si registra un valore percentuale di parti per via chirurgica pari al 23,6% (valori per popolazione residente). Se si considera la percentuale di nati da parti cesarei depurata NTVS (Nullipar, Terminal, Single, Vertex), indicatore che misura l'appropriatezza della modalità del parto depurandolo da fattori che possono aumentare il ricorso al cesareo stesso, il valore calcolato è pari al 20,4%. Si registra una discreta variabilità tra i punti nascita nella differenza tra le percentuali grezze e depurate di nati da parti cesarei. In corrispondenza a differenze elevate tra percentuali grezze e depurate si osserva una più alta concentrazione di casi complessi che richiedono in misura maggiore il ricorso al taglio cesareo. Valori depurati maggiori dei valori grezzi (nel 2015 l'Ospedale di Silandro) possono essere invece indicativi di un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. I parti plurimi costituiscono l'1,6% del totale (82 parti gemellari per un totale di 166 bambini). La quota di gravidanze plurime associata alla procreazione medico assistita è pari al 32,9% (un parto plurimo ogni tre è dovuto al ricorso di tecniche di PMA). Nel 2015 115 donne residenti, pari all'2,3% del totale delle partorienti, sono ricorse a tecniche di procreazione assistita, leggermente inferiore ai dati registrati nella regione Emilia Romagna nel 2014* (2,5%). La percentuale dei nati vivi prematuri (con età gestazionale inferiore o uguale a 36 settimane) è pari al 6,4% mentre quello di gravidanze post-termine è del 0,1%. * Fonte: La Nascita in Emilia Romagna – 12 Rapporto sui dati CEDAP – Anno 2014
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    Indagini prenatali per classi di età della madreDescrizione:  Il certificato di assistenza al parto consente, inoltre, la raccolta di informazioni relative a visite ed esami strumentali eseguiti dalla madre nel corso della gravidanza. Nel 2015 in media ogni donna in gravidanza si è sottoposta a 6,7 visite di controllo (valore costante negli anni). A tale riguardo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità propone un modello di assistenza basato, per le gravidanze a basso rischio, su una media di 4 visite di controllo. Un numero di visite inferiore a 4 (indicatore di assistenza insufficiente) si registra nel 6,5% delle gravidanze. Il 65,6% delle donne residenti in gravidanza ha effettuato la prima visita entro l'ottava settimana, quindi in epoca gestazionale precoce. Tra le donne residenti che hanno partorito in Alto Adige nel 2015, 239 (4,7%) hanno eseguito almeno un'indagine prenatale invasiva (nel 2005 la percentuale era del 9,8%). Il 2,3% ha effettuato un'amniocentesi (tecnica di diagnosi prenatale che permette di rilevare eventuali alterazioni cromosomiche fetali, come ad es. la sindrome di Down) e il 1,3% ha effettuato una villocentesi. Valutando le modalità del parto per le donne residenti, il 69,5% dei bambini è nato da parto vaginale e un ulteriore 6,9% (percentuale in aumento rispetto agli anni passati) da parto vaginale operativo (ventosa o forcipe). Nel 2015 si registra un valore percentuale di parti per via chirurgica pari al 23,6% (valori per popolazione residente). Se si considera la percentuale di nati da parti cesarei depurata NTVS (Nullipar, Terminal, Single, Vertex), indicatore che misura l'appropriatezza della modalità del parto depurandolo da fattori che possono aumentare il ricorso al cesareo stesso, il valore calcolato è pari al 20,4%. Si registra una discreta variabilità tra i punti nascita nella differenza tra le percentuali grezze e depurate di nati da parti cesarei. In corrispondenza a differenze elevate tra percentuali grezze e depurate si osserva una più alta concentrazione di casi complessi che richiedono in misura maggiore il ricorso al taglio cesareo. Valori depurati maggiori dei valori grezzi (nel 2015 l'Ospedale di Silandro) possono essere invece indicativi di un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. I parti plurimi costituiscono l'1,6% del totale (82 parti gemellari per un totale di 166 bambini). La quota di gravidanze plurime associata alla procreazione medico assistita è pari al 32,9% (un parto plurimo ogni tre è dovuto al ricorso di tecniche di PMA). Nel 2015 115 donne residenti, pari all'2,3% del totale delle partorienti, sono ricorse a tecniche di procreazione assistita, leggermente inferiore ai dati registrati nella regione Emilia Romagna nel 2014* (2,5%). La percentuale dei nati vivi prematuri (con età gestazionale inferiore o uguale a 36 settimane) è pari al 6,4% mentre quello di gravidanze post-termine è del 0,1%. * Fonte: La Nascita in Emilia Romagna – 12 Rapporto sui dati CEDAP – Anno 2014
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    Percentuale dei parti cesarei (Valori grezzi e depurati - Popolazione residente)Descrizione:  Il certificato di assistenza al parto consente, inoltre, la raccolta di informazioni relative a visite ed esami strumentali eseguiti dalla madre nel corso della gravidanza. Nel 2015 in media ogni donna in gravidanza si è sottoposta a 6,7 visite di controllo (valore costante negli anni). A tale riguardo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità propone un modello di assistenza basato, per le gravidanze a basso rischio, su una media di 4 visite di controllo. Un numero di visite inferiore a 4 (indicatore di assistenza insufficiente) si registra nel 6,5% delle gravidanze. Il 65,6% delle donne residenti in gravidanza ha effettuato la prima visita entro l'ottava settimana, quindi in epoca gestazionale precoce. Tra le donne residenti che hanno partorito in Alto Adige nel 2015, 239 (4,7%) hanno eseguito almeno un'indagine prenatale invasiva (nel 2005 la percentuale era del 9,8%). Il 2,3% ha effettuato un'amniocentesi (tecnica di diagnosi prenatale che permette di rilevare eventuali alterazioni cromosomiche fetali, come ad es. la sindrome di Down) e il 1,3% ha effettuato una villocentesi. Valutando le modalità del parto per le donne residenti, il 69,5% dei bambini è nato da parto vaginale e un ulteriore 6,9% (percentuale in aumento rispetto agli anni passati) da parto vaginale operativo (ventosa o forcipe). Nel 2015 si registra un valore percentuale di parti per via chirurgica pari al 23,6% (valori per popolazione residente). Se si considera la percentuale di nati da parti cesarei depurata NTVS (Nullipar, Terminal, Single, Vertex), indicatore che misura l'appropriatezza della modalità del parto depurandolo da fattori che possono aumentare il ricorso al cesareo stesso, il valore calcolato è pari al 20,4%. Si registra una discreta variabilità tra i punti nascita nella differenza tra le percentuali grezze e depurate di nati da parti cesarei. In corrispondenza a differenze elevate tra percentuali grezze e depurate si osserva una più alta concentrazione di casi complessi che richiedono in misura maggiore il ricorso al taglio cesareo. Valori depurati maggiori dei valori grezzi (nel 2015 l'Ospedale di Silandro) possono essere invece indicativi di un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. I parti plurimi costituiscono l'1,6% del totale (82 parti gemellari per un totale di 166 bambini). La quota di gravidanze plurime associata alla procreazione medico assistita è pari al 32,9% (un parto plurimo ogni tre è dovuto al ricorso di tecniche di PMA). Nel 2015 115 donne residenti, pari all'2,3% del totale delle partorienti, sono ricorse a tecniche di procreazione assistita, leggermente inferiore ai dati registrati nella regione Emilia Romagna nel 2014* (2,5%). La percentuale dei nati vivi prematuri (con età gestazionale inferiore o uguale a 36 settimane) è pari al 6,4% mentre quello di gravidanze post-termine è del 0,1%. * Fonte: La Nascita in Emilia Romagna – 12 Rapporto sui dati CEDAP – Anno 2014
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    Tipologia dei parti e tipo di concepimentoDescrizione:  Il certificato di assistenza al parto consente, inoltre, la raccolta di informazioni relative a visite ed esami strumentali eseguiti dalla madre nel corso della gravidanza. Nel 2015 in media ogni donna in gravidanza si è sottoposta a 6,7 visite di controllo (valore costante negli anni). A tale riguardo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità propone un modello di assistenza basato, per le gravidanze a basso rischio, su una media di 4 visite di controllo. Un numero di visite inferiore a 4 (indicatore di assistenza insufficiente) si registra nel 6,5% delle gravidanze. Il 65,6% delle donne residenti in gravidanza ha effettuato la prima visita entro l'ottava settimana, quindi in epoca gestazionale precoce. Tra le donne residenti che hanno partorito in Alto Adige nel 2015, 239 (4,7%) hanno eseguito almeno un'indagine prenatale invasiva (nel 2005 la percentuale era del 9,8%). Il 2,3% ha effettuato un'amniocentesi (tecnica di diagnosi prenatale che permette di rilevare eventuali alterazioni cromosomiche fetali, come ad es. la sindrome di Down) e il 1,3% ha effettuato una villocentesi. Valutando le modalità del parto per le donne residenti, il 69,5% dei bambini è nato da parto vaginale e un ulteriore 6,9% (percentuale in aumento rispetto agli anni passati) da parto vaginale operativo (ventosa o forcipe). Nel 2015 si registra un valore percentuale di parti per via chirurgica pari al 23,6% (valori per popolazione residente). Se si considera la percentuale di nati da parti cesarei depurata NTVS (Nullipar, Terminal, Single, Vertex), indicatore che misura l'appropriatezza della modalità del parto depurandolo da fattori che possono aumentare il ricorso al cesareo stesso, il valore calcolato è pari al 20,4%. Si registra una discreta variabilità tra i punti nascita nella differenza tra le percentuali grezze e depurate di nati da parti cesarei. In corrispondenza a differenze elevate tra percentuali grezze e depurate si osserva una più alta concentrazione di casi complessi che richiedono in misura maggiore il ricorso al taglio cesareo. Valori depurati maggiori dei valori grezzi (nel 2015 l'Ospedale di Silandro) possono essere invece indicativi di un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. I parti plurimi costituiscono l'1,6% del totale (82 parti gemellari per un totale di 166 bambini). La quota di gravidanze plurime associata alla procreazione medico assistita è pari al 32,9% (un parto plurimo ogni tre è dovuto al ricorso di tecniche di PMA). Nel 2015 115 donne residenti, pari all'2,3% del totale delle partorienti, sono ricorse a tecniche di procreazione assistita, leggermente inferiore ai dati registrati nella regione Emilia Romagna nel 2014* (2,5%). La percentuale dei nati vivi prematuri (con età gestazionale inferiore o uguale a 36 settimane) è pari al 6,4% mentre quello di gravidanze post-termine è del 0,1%. * Fonte: La Nascita in Emilia Romagna – 12 Rapporto sui dati CEDAP – Anno 2014
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    Percentuale dei parti cesarei (Valori grezzi e depurati - Popolazione residente)Descrizione:  Il certificato di assistenza al parto consente, inoltre, la raccolta di informazioni relative a visite ed esami strumentali eseguiti dalla madre nel corso della gravidanza. Nel 2015 in media ogni donna in gravidanza si è sottoposta a 6,7 visite di controllo (valore costante negli anni). A tale riguardo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità propone un modello di assistenza basato, per le gravidanze a basso rischio, su una media di 4 visite di controllo. Un numero di visite inferiore a 4 (indicatore di assistenza insufficiente) si registra nel 6,5% delle gravidanze. Il 65,6% delle donne residenti in gravidanza ha effettuato la prima visita entro l'ottava settimana, quindi in epoca gestazionale precoce. Tra le donne residenti che hanno partorito in Alto Adige nel 2015, 239 (4,7%) hanno eseguito almeno un'indagine prenatale invasiva (nel 2005 la percentuale era del 9,8%). Il 2,3% ha effettuato un'amniocentesi (tecnica di diagnosi prenatale che permette di rilevare eventuali alterazioni cromosomiche fetali, come ad es. la sindrome di Down) e il 1,3% ha effettuato una villocentesi. Valutando le modalità del parto per le donne residenti, il 69,5% dei bambini è nato da parto vaginale e un ulteriore 6,9% (percentuale in aumento rispetto agli anni passati) da parto vaginale operativo (ventosa o forcipe). Nel 2015 si registra un valore percentuale di parti per via chirurgica pari al 23,6% (valori per popolazione residente). Se si considera la percentuale di nati da parti cesarei depurata NTVS (Nullipar, Terminal, Single, Vertex), indicatore che misura l'appropriatezza della modalità del parto depurandolo da fattori che possono aumentare il ricorso al cesareo stesso, il valore calcolato è pari al 20,4%. Si registra una discreta variabilità tra i punti nascita nella differenza tra le percentuali grezze e depurate di nati da parti cesarei. In corrispondenza a differenze elevate tra percentuali grezze e depurate si osserva una più alta concentrazione di casi complessi che richiedono in misura maggiore il ricorso al taglio cesareo. Valori depurati maggiori dei valori grezzi (nel 2015 l'Ospedale di Silandro) possono essere invece indicativi di un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. I parti plurimi costituiscono l'1,6% del totale (82 parti gemellari per un totale di 166 bambini). La quota di gravidanze plurime associata alla procreazione medico assistita è pari al 32,9% (un parto plurimo ogni tre è dovuto al ricorso di tecniche di PMA). Nel 2015 115 donne residenti, pari all'2,3% del totale delle partorienti, sono ricorse a tecniche di procreazione assistita, leggermente inferiore ai dati registrati nella regione Emilia Romagna nel 2014* (2,5%). La percentuale dei nati vivi prematuri (con età gestazionale inferiore o uguale a 36 settimane) è pari al 6,4% mentre quello di gravidanze post-termine è del 0,1%. * Fonte: La Nascita in Emilia Romagna – 12 Rapporto sui dati CEDAP – Anno 2014
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    Modalità del parto per punto nascita (Popolazione residente)Descrizione:  Il certificato di assistenza al parto consente, inoltre, la raccolta di informazioni relative a visite ed esami strumentali eseguiti dalla madre nel corso della gravidanza. Nel 2015 in media ogni donna in gravidanza si è sottoposta a 6,7 visite di controllo (valore costante negli anni). A tale riguardo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità propone un modello di assistenza basato, per le gravidanze a basso rischio, su una media di 4 visite di controllo. Un numero di visite inferiore a 4 (indicatore di assistenza insufficiente) si registra nel 6,5% delle gravidanze. Il 65,6% delle donne residenti in gravidanza ha effettuato la prima visita entro l'ottava settimana, quindi in epoca gestazionale precoce. Tra le donne residenti che hanno partorito in Alto Adige nel 2015, 239 (4,7%) hanno eseguito almeno un'indagine prenatale invasiva (nel 2005 la percentuale era del 9,8%). Il 2,3% ha effettuato un'amniocentesi (tecnica di diagnosi prenatale che permette di rilevare eventuali alterazioni cromosomiche fetali, come ad es. la sindrome di Down) e il 1,3% ha effettuato una villocentesi. Valutando le modalità del parto per le donne residenti, il 69,5% dei bambini è nato da parto vaginale e un ulteriore 6,9% (percentuale in aumento rispetto agli anni passati) da parto vaginale operativo (ventosa o forcipe). Nel 2015 si registra un valore percentuale di parti per via chirurgica pari al 23,6% (valori per popolazione residente). Se si considera la percentuale di nati da parti cesarei depurata NTVS (Nullipar, Terminal, Single, Vertex), indicatore che misura l'appropriatezza della modalità del parto depurandolo da fattori che possono aumentare il ricorso al cesareo stesso, il valore calcolato è pari al 20,4%. Si registra una discreta variabilità tra i punti nascita nella differenza tra le percentuali grezze e depurate di nati da parti cesarei. In corrispondenza a differenze elevate tra percentuali grezze e depurate si osserva una più alta concentrazione di casi complessi che richiedono in misura maggiore il ricorso al taglio cesareo. Valori depurati maggiori dei valori grezzi (nel 2015 l'Ospedale di Silandro) possono essere invece indicativi di un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. I parti plurimi costituiscono l'1,6% del totale (82 parti gemellari per un totale di 166 bambini). La quota di gravidanze plurime associata alla procreazione medico assistita è pari al 32,9% (un parto plurimo ogni tre è dovuto al ricorso di tecniche di PMA). Nel 2015 115 donne residenti, pari all'2,3% del totale delle partorienti, sono ricorse a tecniche di procreazione assistita, leggermente inferiore ai dati registrati nella regione Emilia Romagna nel 2014* (2,5%). La percentuale dei nati vivi prematuri (con età gestazionale inferiore o uguale a 36 settimane) è pari al 6,4% mentre quello di gravidanze post-termine è del 0,1%. * Fonte: La Nascita in Emilia Romagna – 12 Rapporto sui dati CEDAP – Anno 2014
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    Nati vivi per età gestazionale - Anni 2011-2015Descrizione:  Il certificato di assistenza al parto consente, inoltre, la raccolta di informazioni relative a visite ed esami strumentali eseguiti dalla madre nel corso della gravidanza. Nel 2015 in media ogni donna in gravidanza si è sottoposta a 6,7 visite di controllo (valore costante negli anni). A tale riguardo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità propone un modello di assistenza basato, per le gravidanze a basso rischio, su una media di 4 visite di controllo. Un numero di visite inferiore a 4 (indicatore di assistenza insufficiente) si registra nel 6,5% delle gravidanze. Il 65,6% delle donne residenti in gravidanza ha effettuato la prima visita entro l'ottava settimana, quindi in epoca gestazionale precoce. Tra le donne residenti che hanno partorito in Alto Adige nel 2015, 239 (4,7%) hanno eseguito almeno un'indagine prenatale invasiva (nel 2005 la percentuale era del 9,8%). Il 2,3% ha effettuato un'amniocentesi (tecnica di diagnosi prenatale che permette di rilevare eventuali alterazioni cromosomiche fetali, come ad es. la sindrome di Down) e il 1,3% ha effettuato una villocentesi. Valutando le modalità del parto per le donne residenti, il 69,5% dei bambini è nato da parto vaginale e un ulteriore 6,9% (percentuale in aumento rispetto agli anni passati) da parto vaginale operativo (ventosa o forcipe). Nel 2015 si registra un valore percentuale di parti per via chirurgica pari al 23,6% (valori per popolazione residente). Se si considera la percentuale di nati da parti cesarei depurata NTVS (Nullipar, Terminal, Single, Vertex), indicatore che misura l'appropriatezza della modalità del parto depurandolo da fattori che possono aumentare il ricorso al cesareo stesso, il valore calcolato è pari al 20,4%. Si registra una discreta variabilità tra i punti nascita nella differenza tra le percentuali grezze e depurate di nati da parti cesarei. In corrispondenza a differenze elevate tra percentuali grezze e depurate si osserva una più alta concentrazione di casi complessi che richiedono in misura maggiore il ricorso al taglio cesareo. Valori depurati maggiori dei valori grezzi (nel 2015 l'Ospedale di Silandro) possono essere invece indicativi di un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. I parti plurimi costituiscono l'1,6% del totale (82 parti gemellari per un totale di 166 bambini). La quota di gravidanze plurime associata alla procreazione medico assistita è pari al 32,9% (un parto plurimo ogni tre è dovuto al ricorso di tecniche di PMA). Nel 2015 115 donne residenti, pari all'2,3% del totale delle partorienti, sono ricorse a tecniche di procreazione assistita, leggermente inferiore ai dati registrati nella regione Emilia Romagna nel 2014* (2,5%). La percentuale dei nati vivi prematuri (con età gestazionale inferiore o uguale a 36 settimane) è pari al 6,4% mentre quello di gravidanze post-termine è del 0,1%. * Fonte: La Nascita in Emilia Romagna – 12 Rapporto sui dati CEDAP – Anno 2014
  • OP_DATPRO
    Distribuzione dei nati per punto nascita e residenza delle madri - Anni 2011-2015Descrizione:  Il certificato di assistenza al parto consente, inoltre, la raccolta di informazioni relative a visite ed esami strumentali eseguiti dalla madre nel corso della gravidanza. Nel 2015 in media ogni donna in gravidanza si è sottoposta a 6,7 visite di controllo (valore costante negli anni). A tale riguardo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità propone un modello di assistenza basato, per le gravidanze a basso rischio, su una media di 4 visite di controllo. Un numero di visite inferiore a 4 (indicatore di assistenza insufficiente) si registra nel 6,5% delle gravidanze. Il 65,6% delle donne residenti in gravidanza ha effettuato la prima visita entro l'ottava settimana, quindi in epoca gestazionale precoce. Tra le donne residenti che hanno partorito in Alto Adige nel 2015, 239 (4,7%) hanno eseguito almeno un'indagine prenatale invasiva (nel 2005 la percentuale era del 9,8%). Il 2,3% ha effettuato un'amniocentesi (tecnica di diagnosi prenatale che permette di rilevare eventuali alterazioni cromosomiche fetali, come ad es. la sindrome di Down) e il 1,3% ha effettuato una villocentesi. Valutando le modalità del parto per le donne residenti, il 69,5% dei bambini è nato da parto vaginale e un ulteriore 6,9% (percentuale in aumento rispetto agli anni passati) da parto vaginale operativo (ventosa o forcipe). Nel 2015 si registra un valore percentuale di parti per via chirurgica pari al 23,6% (valori per popolazione residente). Se si considera la percentuale di nati da parti cesarei depurata NTVS (Nullipar, Terminal, Single, Vertex), indicatore che misura l'appropriatezza della modalità del parto depurandolo da fattori che possono aumentare il ricorso al cesareo stesso, il valore calcolato è pari al 20,4%. Si registra una discreta variabilità tra i punti nascita nella differenza tra le percentuali grezze e depurate di nati da parti cesarei. In corrispondenza a differenze elevate tra percentuali grezze e depurate si osserva una più alta concentrazione di casi complessi che richiedono in misura maggiore il ricorso al taglio cesareo. Valori depurati maggiori dei valori grezzi (nel 2015 l'Ospedale di Silandro) possono essere invece indicativi di un ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. I parti plurimi costituiscono l'1,6% del totale (82 parti gemellari per un totale di 166 bambini). La quota di gravidanze plurime associata alla procreazione medico assistita è pari al 32,9% (un parto plurimo ogni tre è dovuto al ricorso di tecniche di PMA). Nel 2015 115 donne residenti, pari all'2,3% del totale delle partorienti, sono ricorse a tecniche di procreazione assistita, leggermente inferiore ai dati registrati nella regione Emilia Romagna nel 2014* (2,5%). La percentuale dei nati vivi prematuri (con età gestazionale inferiore o uguale a 36 settimane) è pari al 6,4% mentre quello di gravidanze post-termine è del 0,1%. * Fonte: La Nascita in Emilia Romagna – 12 Rapporto sui dati CEDAP – Anno 2014

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Creative Commons CC0 1.0 Universale - Public Domain Dedication (CC0 1.0)



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Open Data Portal South Tyrol

Descrizione*
Open The Public Administration

Editore - Nome*
Center Of Competence OpenData - Autonomous province of Bolzano - South Tyrol

Data ultima modifica*
2022-09-01T06:00:13.138949

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